«La ricerca nasce con lo scopo di indagare il rapporto personale con il fumo, le motivazioni che spingono a fumare, quelle che potrebbero spingere a smettere o a non incominciare affatto -
spiega Enrico Finzi Presidente di Astra -
partendo dal loro ‘background familiare, socio-economico e culturale. Questo per capire quanto ciò influenzi la loro predisposizione al vizio del fumo. «Fa riflettere il fatto che il 50% vorrebbe smettere di fumare e riconosce di essere in una condizione di dipendenza, benché fumare non sia considerato un piacere, ma un modo per rilassarsi e ridurre lo stress. Occorre pertanto trovare un modo nuovo di parlare alle nuove generazioni – conclude Finzi – dato che 1 giovane su 3 giudica le campagne di info-education come uno strumento utile per convincerle a smettere di fumare».
Ansiosi, preoccupati e disorientati circa il proprio futuro: così si definiscono oggi i giovani milanesi tra i 14 e i 19 anni, età in cui l’abitudine al fumo è sempre più diffusa e in continuo aumento. Questo, in parte, è quanto emerge dalla ricerca su
"Gli Studenti delle scuole superiori milanesi, il loro modo di essere, il rapporto con il fumo di sigaretta" realizzata dall’
Istituto AstraRicerche e promossa dalla
Fondazione Veronesi e dall’
Assessorato alla Salute del Comune di Milano nell’ambito del progetto ‘Giovani In Salute’, presentata in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco 2010. Un identikit dei liceali di oggi che, per la prima volta, non credono più in un futuro migliore di quello dei loro genitori, con conseguenze negative anche sull’abitudine al fumo e all’alcool.
Alla ricerca hanno partecipato
4.372 ragazzi di 23 Istituti superiori milanesi. A tutti è stato somministrato un questionario, compilato su supporto cartaceo, completamente anonimo per garantire la sincerità e la massima libertà di espressione dei ragazzi.